Nel quarto episodio della terza stagione di Call My Agent – Italia, disponibile su Sky e NOW, la serie mette in scena uno dei suoi giochi più audaci: una reunion che è insieme reale e fittizia del cast di Romanzo Criminale, a quindici anni dalla conclusione della serie cult. Marco Bocci, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari, Edoardo Pesce, Alessandro Roia e Daniela Virgilio tornano infatti sul set per partecipare a un immaginario revival dedicato a una nuova leva di criminali romani, pronti a mettere in discussione la storica “vecchia guardia”.
Nel mondo di Call My Agent – Italia, questo progetto diventa l’ennesima emergenza da gestire per Lea, Gabriele e Vittorio, alle prese con rivalità generazionali e tensioni narrative che mescolano continuamente realtà e finzione. A rendere il tutto ancora più metatelevisivo è la presenza di Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios, che interpreta Franz Fuller, il difficile regista tedesco del revival. Hartmann ha raccontato di essersi divertito a incarnare una versione caricaturale di sé stesso, chiudendo idealmente il cerchio con la serie che segnò l’inizio dell’epoca d’oro delle produzioni Sky.
L’episodio sfrutta ogni occasione per intrecciare i tre livelli narrativi: Call My Agent – Italia, il Romanzo Criminale originale e il nuovo Romanzo Criminale: La nuova generazione. Citazioni, autoconsapevolezza e ironie sulla storica competizione con Gomorra – La serie si susseguono, ricordando come proprio da quell’universo stia per arrivare Gomorra – Le origini, prevista per gennaio 2026.
Rivedere il Libanese, il Freddo, il Dandi, Scialoja, Ruggero e Patrizia nei ruoli che li hanno consacrati è un regalo per i fan, mentre la messa in scena distingue con precisione i piani narrativi: la Roma quotidiana degli agenti si alterna alle atmosfere calde e brutali che resero iconica la serie diretta da Sollima.
Considerato ancora oggi un punto di svolta per la fiction italiana, Romanzo Criminale – La serie aprì la strada a un nuovo modo di raccontare, avvicinando l’Italia alla serialità “alla americana”. Ritrovare quel cast quindici anni dopo, celebrato da una serie profondamente diversa eppure erede diretta di quel cambiamento, rende questo episodio un omaggio affettuoso, nostalgico e irresistibile. Un appuntamento da non perdere per chi ama la buona televisione italiana.






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