Oltre alle magagne legate al lancio decisamente disastroso su Steam, il team di Battlestate Games, gli sviluppatori dell’arcinoto extraction shooter Escape from Tarkov, si trova a fronteggiare delle accuse molto gravi. Stando a quanto emerso, pare che alcuni tra gli sviluppatori siano legati direttamente con unità militari russe coinvolte nell’invasione dell’Ucraina.
Sembrerebbe che lo studio abbia organizzato diverse raccolte fondi volte a gruppi che attualmente si trovano al fronte. Il CEO del team, inoltre, sarebbe anche apparso in vari podcast accanto a una persona fotografata in compagnia di membri di un’unità dell’esercito russo. Ma non è finita qui.
L’aspetto più controverso della vicenda è la pioggia di segnalazioni riguardo al gruppo 715, il cui slogan è “Train hard”. Sembra che esso venga più volte citato all’interno di Escape from Tarkov su oggetti estetici, decalcomanie e texture. I membri sarebbero stati più volte ripresi in atteggiamenti di scherno nei confronti di soldati ucraini caduti e avrebbero condiviso, oltre a meme razzisti, anche materiale propagandistico volto a spingere i giovani ad arruolarsi per andare a combattere contro Kiev.
Ad accompagnarsi a questa vicenda, il lancio disastroso della versione 1.0 del gioco rimasto in beta per quasi un decennio. Problemi di accesso, glitch e crash hanno piagato l’esperienza degli utenti, che si sono fatti immediatamente sentire con un review bombing su Steam che ha portato le valutazioni a sprofondare nel negativo.






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