Nel vasto universo di Dragon Ball, le relazioni tra i personaggi sono spesso forgiate nel fuoco delle battaglie e temprate dal sacrificio. Tra queste, una delle più sincere e sottovalutate è quella tra Crilin e Gohan, che nella saga di Namek raggiunge il suo apice. Lontani dalla Terra, immersi in un contesto di paura e speranza, i due diventano qualcosa di più che semplici alleati: incarnano la sopravvivenza, la crescita e il senso profondo dell’eredità di Goku.
Quando Gohan e Crilin partono per Namek, l’atmosfera è segnata dalla perdita: Goku è ferito e rimasto indietro sulla Terra, Piccolo e gli altri sono morti, e la missione è disperata. Entrambi sanno che affrontare Freezer e i suoi uomini è un suicidio, eppure partono lo stesso, mossi da un coraggio silenzioso.
Crilin, ormai adulto e veterano delle arti marziali, assume un ruolo di mentore — ma non in modo autoritario o distante. Egli tratta Gohan con affetto fraterno, riconoscendo in lui non solo il figlio del suo migliore amico, ma un ragazzo eccezionalmente puro e determinato.
Nei primi momenti su Namek, la loro relazione è un delicato equilibrio tra paura condivisa e fiducia reciproca. Quando scoprono insieme la brutalità di Dodoria o l’enorme potenza di Freezer, Crilin si sforza di mantenere la calma per non spaventare Gohan, pur essendo egli stesso terrorizzato. Ma Gohan, a sua volta, gli restituisce coraggio: la sua impulsività nel salvare Dende, ad esempio, diventa la scintilla che trasforma Crilin da spettatore passivo a eroe riluttante.
Gohan e Crilin non hanno bisogno di parole per capire cosa li lega. Entrambi portano il peso di Goku, ma in modo diverso: Crilin come il miglior amico che ne conosce la forza e il sorriso, Gohan come il figlio che ne eredita l’anima.
Nel momento in cui decidono di proteggere Dende e di allearsi con lui per usare le sfere del drago, il loro rapporto diventa un patto morale. Crilin, rappresenta l’umanità e il cuore del gruppo. Gohan, nonostante la sua giovane età, dimostra una maturità disarmante. È come se i due si completassero: Crilin porta la prudenza e l’esperienza, Gohan la spinta e il coraggio istintivo.
Un momento simbolico di questa complementarità è la scena in cui Crilin riceve da Guru l’aumento del proprio potere e subito dopo accompagna Gohan per ottenere lo stesso dono. La sua gioia nel vedere il ragazzo crescere di forza è genuina, quasi paterna. È un gesto che racchiude il senso del loro legame: Crilin non prova invidia, ma orgoglio. In Gohan vede una nuova generazione pronta a proteggere ciò che loro hanno sempre difeso con sacrificio.
La saga di Namek è, per entrambi, una costante prova di sopravvivenza. A differenza dei Saiyan, che cercano lo scontro, Crilin e Gohan sanno che la loro unica possibilità è nascondersi, pianificare e agire con intelligenza. La paura, anziché dividerli, li unisce.
Ogni volta che si nascondono dalla scouter di Vegeta, ogni corsa disperata attraverso i cieli di Namek è un esercizio di fiducia reciproca. Crilin spesso si sente inadeguato, ma Gohan lo guarda con ammirazione sincera. Non lo vede come un debole, bensì come un eroe che combatte nonostante tutto.
Un esempio toccante è la scena in cui Crilin, dopo aver assistito alla distruzione di un villaggio Namecciano, afferra Gohan per impedirgli di intervenire. Il suo sguardo è pieno di dolore, ma anche di responsabilità. Sa che non possono vincere, ma sa anche che deve proteggere quel ragazzo a ogni costo. È una delle rare volte in Dragon Ball in cui l’empatia prevale sull’istinto di battaglia.
Il culmine del loro rapporto arriva quando Freezer li affronta nella sua forma finale. Crilin, ormai allo stremo, continua a combattere pur sapendo di non avere alcuna speranza. Il suo sacrificio — la scena della sua morte, esploso da Freezer davanti agli occhi di Gohan — non è solo un punto di svolta per la trama, ma anche il compimento del suo ruolo di amico e mentore.
Nel momento in cui Crilin muore, Gohan esplode di rabbia e dolore: non per paura di morire, ma per la perdita di una figura che amava e rispettava profondamente. È come se la morte di Crilin lo spingesse a diventare ciò che suo padre rappresenta: un guerriero che combatte per gli altri.
Anche dopo la resurrezione e il ritorno sulla Terra, la relazione tra Crilin e Gohan mantiene un calore particolare. Nei momenti di pace, Crilin resta sempre accanto al ragazzo, come un fratello maggiore che osserva con orgoglio il crescere di chi ha contribuito a formare.
Durante la saga di Cell, Crilin è tra i pochi a difendere le scelte di Gohan e a credergli fino in fondo. E persino anni dopo, quando le strade dei due si separano, il rispetto rimane immutato — tanto che Crilin continuerà a trattarlo non come “il figlio di Goku”, ma come un vero compagno d’armi.
Nel contesto sempre più cosmico di Dragon Ball, il legame tra Crilin e Gohan rimane un punto fermo di umanità. La loro amicizia non nasce dalla potenza, ma dalla paura condivisa, dal sacrificio e dalla compassione.
Se Goku rappresenta la forza pura e l’equilibrio tra istinto e bontà, Crilin e Gohan incarnano la forza del cuore umano, quella che permette di affrontare l’impossibile anche quando non si è i più forti.
Su Namek, tra le stelle e la morte, Crilin e Gohan dimostrano che l’amicizia può essere la più grande forma di coraggio. E, forse, la vera eredità di Goku non è la potenza, ma il legame che lascia tra le persone che ha toccato.






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