Quando si parla di MegaMan, la mente corre subito alle sfide platform classiche o agli scontri frenetici della saga MegaMan Battle Network. Eppure, nel 2006 Capcom decise di portare il Blue Bomber verso nuove dimensioni, creando un ibrido sorprendente: MegaMan Star Force. Delle tre versioni uscite – Pegasus, Leo e Dragon – è Star Force Pegasus quella che riesce a catturare con più forza l’immaginazione, grazie al suo stile narrativo unico e a un’atmosfera che trasuda fascino futuristico e mistero cosmico.

La storia ci mette nei panni di Geo Stelar, un ragazzo segnato dalla scomparsa del padre, disperso nello spazio. La sua vita, all’inizio, è quella di un adolescente chiuso in sé stesso, incapace di legarsi agli altri. Ma l’incontro con l’EM-being Omega-Xis cambia tutto: un’entità aliena dall’atteggiamento burbero, ironico e inaspettatamente protettivo. Insieme, i due formano MegaMan, eroe capace di combattere nel “Wave World”, la dimensione elettromagnetica che convive con la nostra.

Pegasus si distingue perché concentra i suoi temi sull’amicizia e sulla connessione umana, con un messaggio che – a distanza di anni – suona ancora più attuale. È un gioco che parla di solitudine, del bisogno di fidarsi degli altri, e del coraggio di uscire dal proprio guscio.

La meccanica riprende l’eredità di Battle Network, ma la rielabora in chiave tridimensionale. Gli scontri si svolgono su una griglia 3×5: Geo/MegaMan si muove in una fila frontale, mentre i nemici occupano le tre file opposte. Questo cambiamento, semplice sulla carta, regala un dinamismo completamente nuovo: schivare proiettili, scegliere l’attacco giusto, e concatenare le carte da battaglia diventa un’esperienza rapida, fluida e spettacolare.

Il feeling è unico: ogni scontro sembra un duello da shonen anime, con colpi devastanti, trasformazioni spettacolari e la tensione costante di scegliere la carta giusta al momento giusto. E quando si attiva la Tribe On Pegasus Form, la fusione speciale della versione, lo schermo esplode di energia luminosa: un potenziamento che aumenta le abilità di MegaMan e trasmette pura euforia al giocatore.

Come da tradizione Capcom, anche Star Force Pegasus vanta una colonna sonora indimenticabile. I temi di battaglia, incalzanti e ipnotici, riescono a imprimersi nella memoria; quelli più malinconici, come i momenti legati a Geo e al ricordo del padre, hanno una delicatezza struggente che eleva l’esperienza narrativa. È una OST che fonde elettronica e melodia, perfetta per evocare sia il mondo tecnologico sia la dimensione emozionale della storia.

Ciò che rende MegaMan Star Force Pegasus speciale non è solo la sua giocabilità, ma il modo in cui racconta un viaggio di crescita. Geo non diventa un eroe solo perché “indossa” MegaMan, ma perché impara ad aprirsi, a fare amicizia, ad accettare che il dolore e la perdita fanno parte della vita. Questo sottotesto emotivo, raro nei giochi del tempo, fa brillare Pegasus come una delle versioni più intense e memorabili.

In un’epoca di remaster e revival, Star Force rimane una serie che meriterebbe di tornare sotto i riflettori. Pegasus, in particolare, è la versione che più sottolinea il lato empatico e umano della saga. Non è solo un “gioco di carte in tempo reale”, ma una piccola epopea che unisce combattimenti frenetici, temi universali e un’estetica a metà tra fantascienza e magia.

Se sei un fan di MegaMan, degli RPG d’azione, o semplicemente cerchi una storia capace di emozionarti, MegaMan Star Force Pegasus è un titolo da riscoprire assolutamente. È un’avventura che, una volta conclusa, lascia una scia luminosa nel cuore, proprio come una costellazione che continua a brillare nel cielo.

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