Quando Baldo: The Guardian Owls fu annunciato, la curiosità e le aspettative salirono alle stelle. Non è frequente vedere uno studio italiano cimentarsi con un action-RPG ispirato ai grandi classici giapponesi, e ancor meno con un’estetica che richiama apertamente lo Studio Ghibli. Il risultato finale è un gioco che riesce senza dubbio a lasciare il segno dal punto di vista visivo, ma che fatica a mantenere la stessa solidità sul piano ludico.

Non si può parlare di Baldo senza partire dal suo aspetto grafico. La direzione artistica è di altissimo livello: colori morbidi, linee pulite, scenari che sembrano dipinti a mano. Camminare per i villaggi o per le campagne fa davvero pensare a un lungometraggio animato interattivo. Ogni ambiente ha una sua identità, dalle foreste misteriose alle città più brulicanti, con dettagli che raccontano la cura posta dai disegnatori. Anche i personaggi hanno uno stile riconoscibile, a metà strada tra il fumetto europeo e l’animazione giapponese, e contribuiscono a costruire un mondo vivo, che affascina a prima vista.

A livello strutturale, Baldo cerca di offrire un’avventura “vecchia scuola”. Ci sono dungeon da esplorare, enigmi ambientali, chiavi da trovare e segreti nascosti dietro ogni angolo. Sulla carta è un’ottima idea, perché rievoca le sensazioni dei giochi di un tempo, quando la scoperta era parte integrante dell’esperienza. Tuttavia, l’esecuzione non sempre è all’altezza. Molti puzzle peccano di chiarezza, e capita di perdersi non tanto per la difficoltà degli enigmi, quanto per la scarsa leggibilità delle soluzioni. Alcune sezioni risultano macchinose, tanto che il senso di soddisfazione al superamento lascia spesso spazio alla frustrazione.

Questo problema si estende anche all’interfaccia e al sistema di progressione. Le informazioni fornite al giocatore sono essenziali, a volte fin troppo, e la mancanza di un sistema di guida più trasparente porta a momenti di stallo che spezzano il ritmo dell’avventura. Chi ama perdersi e ragionare da sé probabilmente apprezzerà questa impostazione, ma per altri potrebbe risultare un ostacolo più che uno stimolo.

Il sistema di combattimento è l’aspetto che convince meno. I comandi sono piuttosto legnosi, le animazioni lente e poco precise. Manca quel senso di impatto e di fluidità che oggi ci si aspetta da un action-RPG. Gli scontri risultano spesso ripetitivi e privi di profondità strategica, riducendosi a colpi base e qualche schivata poco reattiva. Anche la curva della difficoltà lascia a desiderare: a tratti troppo semplice, in altri momenti sbilanciata al punto da sembrare punitiva senza reale motivo.

Questa discontinuità mina uno degli elementi fondamentali di un gioco di avventura: il piacere di affrontare nemici e boss per sentirsi progressivamente più forti. In Baldo invece il combattimento appare come un passaggio obbligato più che come una parte divertente del viaggio.

Sul piano narrativo, il gioco propone una fiaba fantasy dalle tinte classiche. Ci sono civiltà misteriose, profezie e creature leggendarie, il tutto raccontato con un tono leggero che ben si sposa con la sua estetica. Tuttavia, la trama rimane in superficie: non mancano spunti interessanti, ma raramente si trasformano in qualcosa di davvero memorabile. È più l’atmosfera generale, fatta di mistero e meraviglia, a spingere avanti il giocatore piuttosto che la storia in sé.

Alla fine, Baldo: The Guardian Owls è un titolo che divide. Da un lato offre un’esperienza unica dal punto di vista artistico, capace di incantare chiunque ami l’estetica da film animato. Dall’altro, mostra limiti evidenti sul piano del gameplay, con un sistema di combattimento acerbo e una gestione dell’esplorazione che spesso confonde più che stimolare. È un gioco che richiede pazienza, predisposizione alla contemplazione e la volontà di perdonare certe imperfezioni tecniche.

Se ami i giochi in cui l’atmosfera e la direzione artistica hanno più peso della precisione dei controlli, Baldo può regalarti momenti davvero suggestivi. È adatto a chi cerca un’avventura lenta, da assaporare senza troppe pretese, e a chi non si spaventa davanti a enigmi poco guidati.

Al contrario, se sei alla ricerca di un action-RPG fluido, con combattimenti soddisfacenti e dungeon progettati con chiarezza cristallina, probabilmente rimarrai deluso.

Baldo: The Guardian Owls non è né un fallimento né un successo pieno. È un’opera imperfetta, con alti e bassi che si alternano costantemente: per ogni scorcio mozzafiato c’è un combattimento legnoso, per ogni momento di meraviglia c’è un enigma poco intuitivo. Ma nonostante tutto, ha un’identità forte e riesce a distinguersi nel panorama indie. È un gioco che difficilmente si dimentica, anche se non per i motivi che ci si sarebbe augurati.

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