“JoJo’s Bizarre Adventure” è una serie che ha fatto della trasformazione la sua firma: non solo la trasformazione dei suoi protagonisti, ma anche quella della sua stessa narrazione. Se la prima parte, Phantom Blood, rappresentava un tributo ai romanzi gotici dell’Ottocento, con atmosfere cupe e battaglie di stampo cavalleresco, è con la seconda parte, Battle Tendency, che Hirohiko Araki spalanca definitivamente le porte della creatività. Pubblicato originariamente su Weekly Shōnen Jump dal 1987 al 1989, Battle Tendency segna il primo, deciso passo verso l’identità che JoJo avrebbe assunto nel tempo: un’opera avventurosa, eccentrica, capace di unire dramma, azione e umorismo con una freschezza senza precedenti.
Ambientato cinquant’anni dopo gli eventi di Phantom Blood, Battle Tendency ci trasporta in un mondo completamente nuovo, dove il progresso tecnologico, la crescente instabilità geopolitica e l’eco della Prima Guerra Mondiale fanno da sfondo a una nuova, epica battaglia contro forze antiche e dimenticate. Al centro della storia c’è Joseph Joestar, un protagonista che, fin dal suo ingresso in scena, rompe ogni aspettativa tradizionale dell’eroe shōnen, incarnando una nuova generazione di “JoJo” destinata a cambiare per sempre le regole del gioco.
La storia di Battle Tendency si sviluppa negli anni ‘30 del XX secolo, un’epoca di fermento e contraddizioni. Joseph Joestar vive a New York, cresciuto dalla nonna Erina, unica sopravvissuta agli eventi tragici che portarono alla morte di Jonathan Joestar. Tuttavia, il passato della famiglia non è mai del tutto sepolto. Quando l’amico di famiglia Speedwagon scopre antiche rovine messicane che ospitano figure incastonate nella pietra – i temibili Pillar Men – il filo del destino si riannoda.
I Pillar Men sono creature antichissime, all’apice dell’evoluzione biologica. Sono loro i creatori della pietra mascherata che trasformò Dio Brando in vampiro; esseri nati con la perfezione fisica e la supremazia naturale, ma con un’ossessione: superare i limiti dell’immortalità stessa, raggiungendo una forma di vita invincibile grazie alla leggendaria Pietra Rossa di Aja. Risvegliati per errore, i tre principali Pillar Men – Wamuu, Esidisi e Kars – minacciano ora l’intera umanità.
Così inizia il lungo viaggio di Joseph: una corsa contro il tempo che lo porterà dal Messico all’Italia, attraverso catacombe romane, campi di battaglia segreti e antichi santuari, mentre si addestra nelle arti dell’Hamon e si confronta con nemici superiori sotto ogni punto di vista.
Se Jonathan Joestar rappresentava l’archetipo dell’eroe puro e nobile, Joseph è l’antitesi di quell’ideale: sfrontato, irriverente, astuto fino all’eccesso, Joseph combatte sporco, inganna, provoca e si diverte a deridere i suoi avversari. È un eroe più umano, più vicino al pubblico, un ragazzo che vince non per la forza del suo spirito, ma per l’ingegno e l’istinto di sopravvivenza.
La sua abilità più famosa – prevedere ad alta voce le prossime frasi dell’avversario – è emblematica di come Battle Tendency giochi sulla sovversione delle aspettative, sia interne alla storia che meta-narrative. Joseph sa che i suoi nemici sono prevedibili, che seguono copioni scritti dal loro stesso orgoglio; è proprio sfruttando questi schemi che riesce a battere avversari che altrimenti lo distruggerebbero fisicamente.
In Joseph vediamo i germi dell’evoluzione del protagonista shōnen moderno: non più solo coraggio e forza, ma anche intelligenza, rapidità mentale e una forte dimensione comica, che umanizza la tragedia del conflitto.
Accanto a Joseph troviamo una nuova generazione di compagni, tra cui spicca Caesar Anthonio Zeppeli, discendente del barone William Zeppeli di Phantom Blood. Caesar è, in un certo senso, lo specchio serio di Joseph: elegante, disciplinato, mosso da un profondo senso di onore. Se inizialmente il loro rapporto è burrascoso, la loro rivalità evolve rapidamente in una forte fratellanza, cementata dalla condivisione del pericolo e dalla comune eredità dell’Hamon.
A guidarli nella loro crescita c’è Lisa Lisa, maestra rigorosa, capace di infondere nei suoi allievi non solo tecnica, ma anche disciplina e maturità emotiva. Lisa Lisa incarna una figura femminile inedita per l’epoca di pubblicazione: forte, autonoma, profondamente rispettata dai suoi sottoposti. Quando si scoprirà essere la madre perduta di Joseph, l’intero tema dell’eredità familiare – che attraversa tutta l’opera – assumerà un peso ancora maggiore.
Tra gli alleati va ricordato anche Rudol von Stroheim, un ufficiale nazista tanto grottesco quanto paradossalmente eroico. Stroheim, con la sua trasformazione in cyborg, rappresenta una delle prime incursioni di Araki nella fantascienza bizzarra, elemento che diventerà sempre più prominente nelle parti future di JoJo.
Nel panorama dei nemici che popolano l’universo di JoJo’s Bizarre Adventure, i Pillar Men si distinguono come figure assolutamente uniche, non solo rispetto ai vampiri tradizionali affrontati in Phantom Blood, ma nell’intera storia del manga. Wamuu, Esidisi e Kars incarnano infatti un tipo di antagonista completamente diverso: non sono motivati da una semplice sete di potere, né dalla brama di sangue che spingeva Dio Brando; piuttosto, il loro agire è mosso da un bisogno quasi sacro di oltrepassare i limiti imposti dalla natura stessa, di ascendere a uno stato di esistenza superiore. In loro, perfezione fisica, intelligenza strategica e una volontà implacabile si fondono in un mix inquietante, che li rende al tempo stesso affascinanti e terrificanti.
Ogni Pillar Man rappresenta una diversa sfaccettatura di questa ricerca dell’assoluto: Wamuu, il più giovane dei tre, è forse anche il più tragico. Profondamente leale e rispettoso del codice d’onore dei guerrieri antichi, Wamuu non combatte per sadismo o supremazia personale, ma per onorare un ideale di forza e coraggio. I suoi scontri non sono semplici battaglie: diventano duelli ritualizzati, in cui l’onore vale quanto – se non più – della vittoria. La nobiltà d’animo di Wamuu è tale che, perfino di fronte alla morte, riesce a mantenere intatta la sua dignità, rendendolo uno dei nemici più rispettati e memorabili dell’intera saga. Esidisi, in netto contrasto con Wamuu, incarna invece una forza più impulsiva e caotica. Se il primo combatte per rispetto delle regole, Esidisi è mosso da un fervore emotivo, da un bisogno quasi irrefrenabile di sopraffare e distruggere. Le sue tecniche di combattimento riflettono la sua natura: distorsioni grottesche del proprio corpo, strategie subdole, crudeltà sottile. La sua capacità di corrompere, infettare e infiltrarsi nei corpi e nelle strutture umane è simbolo di una minaccia più insidiosa, quella che nasce dal desiderio incontrollato di sopraffazione. Kars, infine, è il vero architetto dell’intera vicenda. È lui la mente brillante e glaciale che guida i suoi compagni, colui che concepisce il piano per ottenere il potere assoluto. A differenza di Wamuu ed Esidisi, Kars non è frenato da codici morali o impulsi emotivi: è un essere totalmente razionale, spietatamente efficiente, ossessionato dall’idea di superare la propria condizione biologica. Il suo sogno – diventare la Creatura Suprema – è il culmine della volontà di dominio: non più solo vivere in eterno, ma dominare ogni forma di vita conosciuta. Kars vede la natura come un ostacolo da piegare e riscrivere, in un impulso titanico che sfiora l’hybris mitologica.
Il climax della storia raggiunge il suo apice proprio con il completamento del sogno di Kars: grazie alla Pietra Rossa di Aja, egli ottiene una perfezione biologica senza precedenti, capace di renderlo invulnerabile, immortale, onnipotente nel controllo della vita organica. A quel punto, ogni speranza sembra perduta; nessuna forza fisica, nessuna tecnica di combattimento potrebbe ormai sconfiggerlo.
Ed è proprio in quel momento, con un colpo di scena tanto geniale quanto coerente con il carattere di Joseph Joestar, che si ribalta l’intera situazione. Non con un duello epico né con una forza superiore, ma con un inganno spettacolare, Joseph riesce a sfruttare la furia scatenata della natura – un’eruzione vulcanica – per scagliare Kars nello spazio, condannandolo a un destino peggiore della morte: un’esistenza eterna e solitaria, vagante nel vuoto cosmico, senza possibilità di ritorno.
Questa vittoria, ottenuta non grazie alla forza ma grazie alla combinazione di intelligenza, improvvisazione e un pizzico di fortuna, rappresenta perfettamente il cuore tematico di Battle Tendency. Nel mondo di Araki, l’adattabilità e la capacità di pensare fuori dagli schemi valgono più della potenza assoluta. È un elogio all’astuzia umana, alla resilienza e alla capacità di affrontare anche l’impossibile con spirito indomito.
I Pillar Men, pur essendo concepiti come i “perfetti” antagonisti biologici, si rivelano alla fine vulnerabili proprio a ciò che sfugge alla logica della perfezione: l’imprevedibilità, l’imperfezione creativa e l’inesauribile volontà di sopravvivere tipiche dell’essere umano.
Uno dei motori narrativi principali di Battle Tendency è il tema dell’evoluzione. Da una parte troviamo i Pillar Men, incarnazioni di un ideale di perfezione biologica che cercano, attraverso ogni mezzo, di raggiungere l’immortalità assoluta. La loro sete di potere li porta a manipolare, distruggere e sopraffare tutto ciò che si frappone fra loro e il loro obiettivo, rifiutando i limiti imposti dalla loro natura.
Dall’altra parte, invece, abbiamo Joseph Joestar e i suoi compagni, che inseguono una forma di evoluzione completamente diversa, meno appariscente ma infinitamente più significativa: l’evoluzione interiore. Crescere non significa solo diventare più forti, ma anche imparare dai propri errori, adattarsi alle sfide e, soprattutto, essere disposti a sacrificarsi per proteggere gli altri. Joseph, Caesar, Lisa Lisa: ognuno di loro affronta un percorso di maturazione personale, dimostrando che la vera forza non risiede nella superiorità fisica o genetica, ma nella capacità di cambiare, di maturare, di amare.
In questo contrasto si inserisce una riflessione sottile ma potente: chi persegue la perfezione esterna è destinato alla rovina; chi coltiva la propria umanità può invece trovare la vera grandezza.
Battle Tendency rappresenta anche una svolta nella concezione stessa dell’eroe shōnen. Joseph Joestar rompe gli schemi tradizionali: non è l’eroe impeccabile e invincibile, né il monolite di virtù e forza che trionfa grazie alla pura potenza. Al contrario, Joseph vince perché è furbo, imprevedibile, capace di leggere le situazioni e di adattarsi in tempo reale. I suoi stratagemmi – spesso al limite della comicità ma sempre geniali – ribadiscono un principio fondamentale: in un mondo popolato da esseri apparentemente invincibili, la mente può essere un’arma più affilata della spada.
Questo tema non solo caratterizza Joseph, ma si riflette anche nei suoi scontri più importanti. Ogni battaglia è un duello di ingegno, non solo di forza fisica. Perfino contro Kars, la “Creatura Suprema”, Joseph non tenta mai di prevalere con la mera violenza: è con l’inganno, la sorpresa, e una dose di temerarietà disperata che riesce a salvare se stesso e l’umanità. È una celebrazione della creatività umana di fronte all’onnipotenza della natura.
Se in Phantom Blood l’eredità familiare era già un tema importante, in Battle Tendency questo elemento si approfondisce e si complica. Joseph Joestar non combatte soltanto per la propria sopravvivenza o gloria personale: ogni sua azione è intrisa del peso della sua discendenza. Egli porta sulle spalle l’eredità di Jonathan Joestar, il primo grande eroe della saga, e di Erina Pendleton, la nonna che lo ha cresciuto.
Il tema della responsabilità familiare si fa ancora più intenso con la rivelazione del legame di sangue tra Joseph e Lisa Lisa. Quella che era apparsa inizialmente come una semplice maestra di Hamon si rivela essere sua madre, sopravvissuta alle tragedie del passato. Questo colpo di scena non solo aggiunge una profondità emotiva agli eventi finali della storia, ma sottolinea un concetto fondamentale: la famiglia, intesa non solo come legame biologico, ma anche come eredità morale e affettiva, è un motore potentissimo che spinge i personaggi a superare i propri limiti.
Un altro asse tematico che attraversa Battle Tendency è il conflitto tra l’antico e il moderno. I Pillar Men sono i residui viventi di una civiltà primordiale, misteriosa e profondamente radicata in forze naturali arcaiche, mentre i protagonisti si muovono in un mondo che comincia ad abbracciare la modernità: automobili, radio, armi avanzate, e perfino innesti cibernetici, come nel caso di Rudol von Stroheim.
La trasformazione di Stroheim in un cyborg, pur con tutte le ambiguità morali legate alla sua origine militare, è un segnale evidente: l’uomo del XX secolo ha iniziato a piegare la natura ai propri fini, creando nuovi strumenti di sopravvivenza e distruzione. Il contrasto tra la forza pura e millenaria dei Pillar Men e la tecnologia incipiente dell’era moderna simboleggia la transizione storica che Araki intende rappresentare: il passaggio da un mondo dominato dai miti a uno dominato dall’ingegno umano, dalle scoperte scientifiche, dalla continua innovazione.
È una tensione che non si risolve mai del tutto, e che anzi continuerà a ripresentarsi nelle parti successive di JoJo, diventando uno dei fili conduttori più affascinanti e complessi della saga.
Battle Tendency è molto più di una seconda parte di una lunga saga: è il vero momento in cui Hirohiko Araki definisce la formula di JoJo’s Bizarre Adventure. È qui che emerge l’importanza delle battaglie mentali, delle strategie creative, delle soluzioni improbabili ma perfettamente coerenti con l’universo narrativo. È qui che nasce il gusto per l’esagerazione controllata, per l’assurdo teatrale che però non scade mai nel ridicolo gratuito.
Nel 2012, l’adattamento anime di David Production ha reso giustizia a questa parte con un ritmo serrato, animazioni dinamiche e un doppiaggio che ha saputo cogliere perfettamente il carisma unico di Joseph. Grazie a quell’adattamento, una nuova generazione di fan si è innamorata di Battle Tendency, consacrandolo come una delle parti più amate e ricordate.
JoJo’s Bizarre Adventure: Battle Tendency è una celebrazione della resilienza umana di fronte a forze schiaccianti, una dichiarazione d’amore alla capacità dell’individuo di sopravvivere e trionfare anche quando tutto sembra perduto. Con Joseph Joestar, Hirohiko Araki regala alla cultura pop un eroe memorabile, capace di affrontare con sorriso, astuzia e umanità anche le sfide più disperate. Battle Tendency non è solo una tappa della saga di JoJo: è un’opera a sé, che racconta con stile, energia e cuore cosa significa davvero essere un eroe.






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