Nel vasto e mutevole universo dei prodotti LEGO, pochi progetti hanno rappresentato una scommessa tanto audace quanto Legends of Chima. Progettata nei primi anni 2010, questa linea non era semplicemente un’altra serie di set da costruzione: era pensata per essere un universo narrativo a tutto tondo, destinato a raccogliere l’eredità di Ninjago e spingersi persino oltre, conquistando il cuore di una nuova generazione di giovani costruttori. Tuttavia, nonostante il lancio ambizioso e l’enorme supporto promozionale, Chima non riuscì a ottenere il successo duraturo sperato. La sua parabola, rapida e intensa, merita di essere raccontata dall’inizio alla fine.
Nel 2011, il gruppo LEGO stava vivendo una fase di profondo rinnovamento. Dopo un inizio di millennio difficile, caratterizzato da scelte aziendali azzardate e da un conseguente rischio di bancarotta, la compagnia danese aveva riconquistato il favore del pubblico grazie a iniziative come BIONICLE e, più recentemente, Ninjago. Quest’ultimo, pensato originariamente come una serie limitata, si era rivelato un fenomeno travolgente. Tuttavia, consapevoli che anche le storie più amate possono perdere slancio, i vertici di LEGO cercavano un nuovo grande progetto in grado di garantire il ricambio generazionale del loro pubblico di riferimento.
In questo contesto nacque Legends of Chima. Il concept prendeva forma all’interno dei laboratori creativi LEGO come una reinterpretazione delle lotte epiche tra il bene e il male, ambientata in un mondo fantasy popolato da tribù di animali antropomorfi. Al centro dell’attenzione si trovava l’energia magica chiamata CHI, fonte di vita e di potere, attorno alla quale si sarebbe sviluppato l’intero conflitto narrativo. Non si trattava solo di ideare nuovi set: Chima venne concepita fin dall’inizio come un vero e proprio ecosistema multimediale, che avrebbe incluso una serie televisiva animata, videogiochi, libri, fumetti e persino attrazioni nei parchi a tema LEGOLAND. L’investimento fu colossale e la fiducia nei confronti di questa nuova linea, altissima.
Il debutto di LEGO Legends of Chima avvenne nel gennaio 2013, accolto da una massiccia campagna promozionale. I primi set trasportavano i bambini in un universo variopinto e riccamente dettagliato, popolato da creature eroiche e carismatiche. La narrazione principale ruotava attorno a Laval, il giovane e impetuoso principe della tribù dei Leoni, e Cragger, principe dei Coccodrilli, il cui rapporto di amicizia si sarebbe presto trasformato in rivalità a causa delle dispute per il controllo del CHI.
Accanto ai Leoni e ai Coccodrilli, altre tribù popolavano Chima, come le eleganti Aquile, i misteriosi Lupi e gli scaltri Corvi. Ognuna di queste fazioni portava con sé caratteristiche visive e narrative uniche, conferendo al mondo di Chima una varietà e una profondità che raramente si erano viste in precedenza nei temi LEGO.
La serie televisiva, prodotta dallo studio danese Wil Film, debuttò su Cartoon Network. Stilisticamente simile a Ninjago, puntava però su toni leggermente più drammatici, con una costruzione del mondo più complessa e una maggiore attenzione ai temi del potere, dell’onore e della corruzione. Parallelamente, il mercato venne invaso da decine di set, alcuni dei quali si distinguevano per l’innovativa combinazione tra mezzi di trasporto e creature viventi, come veicoli che si trasformavano in animali meccanici. Gli Speedorz, piccoli veicoli a molla pensati per competizioni di abilità, completavano l’offerta.
L’anno 2013 si rivelò un periodo di forte espansione per Chima, che entrò rapidamente nella top ten dei franchise LEGO più venduti. L’entusiasmo iniziale sembrava confermare le speranze riposte in questo ambizioso progetto.
Con il successo del primo anno, LEGO decise di ampliare ulteriormente il mondo di Chima nel 2014. Venne introdotto un nuovo arco narrativo che sconvolgeva gli equilibri conosciuti: le Terre Congelate si risvegliavano, portando alla ribalta antiche tribù sopite nel ghiaccio. Gli antagonisti principali di questa fase furono i Cacciatori di Ghiaccio, guidati dal glaciale Sir Fangar, a cui si contrapponevano le tribù del Fuoco, tra cui i maestosi Fenici, custodi del calore e della vita.
Dal punto di vista dei set, questa evoluzione portò alla creazione di modelli ancora più complessi e spettacolari. Le costruzioni divennero più imponenti, i mecha assunsero proporzioni gigantesche e le architetture di ghiaccio e fuoco trasformarono il panorama immaginario di Chima in un teatro di battaglie epiche. La serie televisiva proseguì sulla stessa lunghezza d’onda, arricchendo ulteriormente la mitologia del mondo e offrendo nuove sfide ai suoi eroi.
Tuttavia, sotto la superficie, iniziarono a manifestarsi i primi segnali di difficoltà. Il pubblico sembrava meno entusiasta delle nuove aggiunte. Alcuni bambini trovavano sempre più difficile relazionarsi con personaggi sempre più astratti e complessi, mentre il sovraccarico di nuove tribù e dinamiche narrative rendeva la trama meno immediata rispetto alla semplicità delle prime stagioni. Anche il prodotto fisico, come gli Speedorz, non riusciva più a mantenere lo stesso appeal iniziale, faticando a competere con altre forme di intrattenimento sempre più accattivanti.
Nel 2015, LEGO prese atto della situazione: Legends of Chima non aveva raggiunto i livelli di popolarità sperati. La serie televisiva si concluse, senza annunci di nuove stagioni, e la produzione dei set venne progressivamente interrotta.
Le cause del declino di Chima furono molteplici. Innanzitutto, il peso delle aspettative era stato enorme: sostituire un fenomeno come Ninjago si rivelò una sfida quasi impossibile. Mentre i ninja umani di Ninjago offrivano ai bambini figure facilmente identificabili, i personaggi animali di Chima risultavano più alieni e meno empatici. Inoltre, la trama si era fatta via via più intricata, con cambi repentini di tono e direzione narrativa che avevano finito per confondere piuttosto che affascinare.
Non va dimenticato un altro fattore decisivo: Ninjago, che avrebbe dovuto essere gradualmente sostituito, visse una rinascita clamorosa. Spinto dalle richieste insistenti dei fan, LEGO decise di rilanciare la serie ninja proprio mentre Chima cercava di affermarsi, rubandole inevitabilmente spazio e attenzione.
Così, dopo appena tre anni di vita, Legends of Chima si avviò alla sua conclusione, lasciando dietro di sé un mondo ricco di potenziale mai pienamente realizzato.
Nonostante il suo rapido declino, Chima non può essere considerato un completo fallimento. Alcuni dei suoi set, per qualità di costruzione e originalità di design, sono oggi molto ricercati nel mercato collezionistico. Il lavoro di worldbuilding compiuto per Chima, inoltre, ha lasciato un’impronta visibile in successivi progetti LEGO, come Nexo Knights e Hidden Side, che hanno continuato a esplorare la fusione tra narrazione fantasy e costruzione creativa.
Esiste ancora oggi una piccola ma appassionata comunità di fan che celebra Chima attraverso creazioni originali, fanfiction e progetti digitali, mantenendo vivo il ricordo di questo universo vibrante e affascinante. E, soprattutto, l’esperienza di Chima ha insegnato a LEGO importanti lezioni sulla gestione dei franchise narrativi, lezioni che si sarebbero rivelate fondamentali per il futuro successo di linee più consolidate.
Legends of Chima rappresenta un esperimento coraggioso nella storia di LEGO: un viaggio immaginativo in un mondo pieno di meraviglia e conflitto, che ha vissuto un’ascesa fulminea e una caduta altrettanto rapida. La sua storia dimostra che nel mondo del gioco, come nella vita reale, anche le idee più promettenti devono saper trovare il giusto equilibrio tra innovazione e accessibilità.
Per un breve, intenso momento, i regni di Chima brillarono di una luce unica. E sebbene quella luce si sia spenta rapidamente, continua a risplendere nella memoria di coloro che, ancora oggi, ricordano con affetto le avventure di Laval, Cragger e dei loro alleati e rivali.






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