Il fumetto “Watchmen”, scritto da Alan Moore e illustrato da Dave Gibbons, pubblicato tra il 1986 e il 1987 dalla DC Comics, è considerato una pietra miliare nella storia della narrativa a fumetti. Più che una semplice storia di supereroi, “Watchmen” è una profonda analisi sociopolitica e una decostruzione del genere supereroistico. Attraverso una trama complessa e un uso innovativo della narrazione, Moore e Gibbons hanno ridefinito il medium, influenzando in modo indelebile la cultura popolare e la percezione dei supereroi.
“Watchmen” è ambientato in una versione alternativa degli Stati Uniti degli anni ’80, in cui la presenza di vigilanti in costume ha alterato significativamente il corso della storia. In questo mondo, il governo ha bandito gli eroi mascherati, a eccezione di alcuni che operano sotto l’egida governativa, come il dottor Manhattan, un essere quasi divino nato da un incidente scientifico. La trama si sviluppa attorno all’indagine dell’ex vigilante Rorschach sull’omicidio di Edward Blake, alias il Comico, un ex-supereroe che lavorava per il governo. Man mano che l’indagine procede, emergono segreti inquietanti e una cospirazione che minaccia il destino dell’umanità.
Uno degli aspetti più rivoluzionari di “Watchmen” è la sua decostruzione della figura del supereroe. Moore analizza criticamente il concetto di giustiziere mascherato, ponendo domande sul loro ruolo nella società e sulle implicazioni morali delle loro azioni. I protagonisti del fumetto non sono eroi infallibili e puri, ma individui con profondi difetti psicologici, ideologie estreme e traumi irrisolti. Rorschach rappresenta un estremismo morale assoluto, con una visione del mondo rigidamente binaria in cui non esistono sfumature di grigio. Il suo codice etico inflessibile lo porta a considerare il mondo diviso tra bene e male in termini assoluti, senza compromessi. La sua infanzia traumatica, segnata dalla violenza e dall’abuso, ha plasmato la sua visione della giustizia come un principio intransigente, portandolo a rifiutare qualsiasi forma di indulgenza o relativismo morale. Il Dottor Manhattan, con il suo distacco dall’umanità e la sua percezione non lineare del tempo, incarna la pericolosità di un potere assoluto privo di empatia. La sua progressiva alienazione lo rende incapace di relazionarsi con gli esseri umani, vedendoli come entità insignificanti nel grande schema dell’universo. Questo porta a un’esplorazione profonda della natura del potere e della responsabilità, oltre che delle implicazioni filosofiche del determinismo e della predestinazione. Ozymandias, alias Adrian Veidt, si presenta come un visionario illuminato, il “più intelligente degli uomini”, ma la sua volontà di sacrificare milioni di vite per ottenere la pace mondiale solleva interrogativi sul costo della “migliore delle intenzioni”. Il suo piano, che mira a unificare il mondo sotto la minaccia di una catastrofe artificiale, si pone come un dilemma morale senza risposte facili. Rappresenta l’idea del “fine che giustifica i mezzi”, mettendo in discussione i confini etici delle azioni umane e il ruolo dei leader nella storia. Il Comico è una parodia cinica e brutale del concetto stesso di eroe patriottico, mostrando il lato più oscuro del potere e del militarismo. La sua vita è un susseguirsi di violenza e corruzione, riflettendo l’ipocrisia della politica globale e la brutalità delle guerre combattute sotto la bandiera della giustizia. Il Comico comprende l’assurdità del mondo e della morale convenzionale, abbracciando un nichilismo crudele che lo rende uno dei personaggi più controversi della storia.
“Watchmen” è fortemente influenzato dal clima politico della Guerra Fredda e dalle paure di un conflitto nucleare. Il Dottor Manhattan, con la sua capacità di alterare la materia, è una metafora dell’arsenale nucleare statunitense e del suo ruolo come deterrente e minaccia esistenziale. La politica dell’equilibrio del terrore, le tensioni tra USA e URSS e la paranoia tipica dell’epoca si riflettono nella narrazione, offrendo una critica implicita alle strategie geopolitiche dell’epoca.
L’opera esplora anche il tema del controllo governativo e della libertà individuale. Il Keene Act, la legge che proibisce le attività dei vigilanti, solleva interrogativi sulla legittimità del potere statale nel regolamentare l’autodifesa e l’intervento individuale nella giustizia. In un mondo dove il confine tra bene e male è sfumato, “Watchmen” invita il lettore a interrogarsi su chi abbia realmente il diritto di esercitare il potere.
Un altro aspetto fondamentale di “Watchmen” è il suo approccio narrativo innovativo. Moore e Gibbons sperimentano con la struttura della storia, utilizzando flashback, testi paralleli (come gli estratti dal libro fittizio “Sotto la Maschera” di Hollis Mason) e un uso simbolico della griglia a nove vignette per creare una narrazione visiva ricca e stratificata.
L’inserimento della storia a fumetti “I Racconti del Vascello Nero” all’interno della narrazione principale aggiunge un ulteriore livello di significato, fungendo da commento metaforico agli eventi della storia principale. Inoltre, la minuziosa attenzione ai dettagli e ai riferimenti visivi permette di cogliere nuove sfumature a ogni rilettura.
“Watchmen” ha avuto un impatto duraturo sulla cultura popolare e sul mondo del fumetto. Ha dimostrato che i fumetti potevano essere utilizzati per raccontare storie complesse e mature, contribuendo alla nascita della cosiddetta “età moderna” del fumetto. L’opera ha influenzato numerosi autori e ha aperto la strada a fumetti e graphic novel più sofisticati e impegnati dal punto di vista tematico.
Nel 2009, Zack Snyder ha diretto un adattamento cinematografico di “Watchmen”, che, pur mantenendo molte delle caratteristiche estetiche del fumetto, ha ricevuto critiche contrastanti per la sua interpretazione dei temi dell’opera originale. Nel 2019, HBO ha prodotto una serie TV sequel, che ha ulteriormente esplorato e aggiornato le tematiche di “Watchmen” nel contesto contemporaneo, affrontando anche questioni di razzismo e ingiustizia sociale.
“Watchmen” è molto più di un semplice fumetto sui supereroi: è un’opera d’arte complessa, ricca di significati e di critica sociale. Con la sua narrazione stratificata, i suoi personaggi profondamente umani e le sue implicazioni filosofiche, rimane una delle opere più importanti e influenti della letteratura a fumetti. La sua eredità continua a ispirare e sfidare lettori e autori, dimostrando che i fumetti possono essere uno strumento potente di esplorazione e riflessione sulla società e sulla natura umana.






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