Fin dal suo esordio in Dragon Ball, Gohan si è distinto dagli altri guerrieri non solo per il suo potenziale straordinario, ma anche per la sua profonda complessità psicologica. A differenza del padre Goku, che vive per il combattimento, Gohan è un ragazzo pacifico, costantemente in bilico tra la sua natura gentile e la necessità di affrontare le sfide che il destino gli impone. Il suo percorso è un viaggio travagliato, segnato da momenti di paura, crescita, rifiuto della violenza e accettazione della responsabilità. Analizzando il suo sviluppo saga dopo saga, è possibile comprendere come questo personaggio sia uno dei più umani e affascinanti dell’intero universo di Dragon Ball.
Fin dall’inizio, Gohan si presenta come un bambino timido, cresciuto sotto la protezione della madre Chi-Chi, che desidera per lui una vita accademica e lontana dai combattimenti. Tuttavia, il rapimento da parte di Raditz cambia per sempre la sua esistenza. Durante il primo scontro con il fratello di Goku, il piccolo sperimenta per la prima volta il terrore della battaglia. Ma proprio in quel momento emerge la sua straordinaria forza latente: spinto dalla disperazione, riesce a ferire Raditz con un colpo di incredibile potenza. Questo episodio segna l’inizio del suo percorso: Gohan non desidera combattere, ma la sua forza si manifesta sempre quando le persone che ama sono in pericolo.
Quando Piccolo decide di addestrarlo in previsione dell’arrivo dei Saiyan, Gohan è costretto a confrontarsi con la paura e la solitudine. I mesi passati nel deserto, lontano da sua madre e dal calore della famiglia, lo forgiano profondamente. Se inizialmente è un bambino spaventato che piange e implora di tornare a casa, gradualmente inizia a rafforzare il proprio carattere. Il rapporto con Piccolo, che da severo maestro diventa una sorta di figura paterna, lo aiuta a sviluppare sicurezza in sé stesso. Tuttavia, il trauma della battaglia resta sempre presente. Durante lo scontro con Nappa e Vegeta, la paura lo paralizza in più occasioni, impedendogli di agire con la determinazione necessaria. Solo quando vede i suoi compagni in difficoltà riesce a superare il terrore, dimostrando un coraggio che spesso lui stesso fatica a riconoscere.
Su Namecc, il suo carattere continua a evolversi. L’orrore delle azioni di Freezer e dei suoi scagnozzi accresce il suo senso di giustizia. Per la prima volta, Gohan si scontra con la brutalità della guerra e comprende che il mondo non è un luogo sicuro. L’episodio della morte di Dende è emblematico: il bambino gentile che odia la violenza reagisce con rabbia, lanciandosi in uno scontro disperato contro Freezer. Questo impulso dimostra che, sebbene Gohan rifiuti la lotta, la sua coscienza non gli permette di ignorare le ingiustizie. Tuttavia, la paura non lo abbandona mai completamente. Durante il duello tra Freezer e Goku, è ancora un semplice spettatore, incapace di cambiare il corso degli eventi.
La saga degli Androidi segna un punto di svolta. Gohan è cresciuto e, sotto la guida del padre, sviluppa una maggiore consapevolezza delle sue capacità. Tuttavia, la sua natura pacifica lo porta a esitare ancora di fronte alla necessità di combattere. La Stanza dello Spirito e del Tempo rappresenta un momento cruciale: per la prima volta, Goku lo spinge oltre i suoi limiti, cercando di fargli accettare la sua forza. Ma è solo durante il Cell Game che Gohan affronta davvero il conflitto interiore che lo ha sempre frenato. Quando Android 16 viene brutalmente distrutto, qualcosa dentro di lui si spezza. La rabbia e il dolore lo portano a trasformarsi in Super Saiyan 2, liberando un potere devastante. Tuttavia, questa forza lo cambia: per la prima volta, Gohan si compiace della sofferenza del nemico, mostrando un lato oscuro di sé. La sua esitazione nel concludere lo scontro causa la morte di Goku, un evento che lo segna profondamente e che alimenta il suo senso di colpa.
Nel futuro alternativo di Trunks, la figura di Gohan assume una connotazione ancora più tragica e drammatica. Cresciuto in un mondo devastato dagli Androidi, questo Gohan non ha mai conosciuto una vita pacifica e spensierata come la sua controparte principale. Orfano di Goku fin dalla tenera età e testimone della morte di quasi tutti i suoi compagni, Gohan è costretto a maturare molto più in fretta. La sua relazione con Trunks è la perfetta eredità del legame che aveva con Piccolo: è il suo maestro, il suo punto di riferimento e la sua unica speranza. Tuttavia, il peso della responsabilità grava enormemente su di lui. Nonostante la sua forza incredibile, si porta addosso un senso di impotenza e disperazione. Ogni battaglia è una lotta per la sopravvivenza e la morte sembra essere l’unico esito possibile. Quando affronta per l’ultima volta gli Androidi, sa che potrebbe non farcela, ma non può permettersi di smettere di combattere. La sua morte, solitaria e drammatica, segna definitivamente il declino del mondo, ma rappresenta anche l’ultima spinta che permette a Trunks di diventare il guerriero che cambierà il futuro.
Dopo la sconfitta di Cell, Gohan sceglie di allontanarsi dalla battaglia, abbracciando la vita che sua madre aveva sempre desiderato per lui. Tuttavia, quando si trova a fronteggiare Majin Buu, la sua inattività lo ha reso troppo debole. Solo grazie al Supremo Kaioshin riesce a risvegliare nuovamente il suo potere, ottenendo la forma di Ultimate Gohan. In questa veste, dimostra di essere il guerriero più forte del momento, surclassando Buu con facilità. Tuttavia, la sua sicurezza si trasforma in presunzione, portandolo a sottovalutare il nemico. La sua sconfitta e l’assorbimento da parte di Buu rappresentano il culmine della sua incapacità di mantenere un equilibrio tra la sua natura pacifica e il suo dovere come guerriero. Ancora una volta, la lezione che impara è che il potere senza determinazione e strategia non basta a garantire la vittoria.
In Dragon Ball Super, Gohan appare inizialmente come un uomo che ha completamente abbandonato la via del combattente, dedicandosi alla sua famiglia e agli studi. Tuttavia, con la minaccia rappresentata da Freezer e, successivamente, dal Torneo del Potere, il suo spirito guerriero viene risvegliato. Allenandosi con Piccolo, riesce a recuperare il controllo del suo potere e a sviluppare una nuova versione dell’Ultimate Gohan. In questa fase, Gohan dimostra di aver trovato un equilibrio tra il suo lato combattivo e il suo desiderio di condurre una vita pacifica. Nel Torneo del Potere, pur non raggiungendo il livello dei Saiyan più forti, gioca un ruolo cruciale grazie alla sua intelligenza tattica.
Il film Dragon Ball Super: Super Hero rappresenta uno dei momenti più significativi per il personaggio di Gohan, riportandolo finalmente al centro della scena. La pellicola mostra un Gohan completamente immerso nella sua vita accademica, ormai convinto che il combattimento non sia più necessario. Tuttavia, quando sua figlia Pan viene rapita dall’Armata del Red Ribbon, la sua determinazione viene riaccesa. Nel corso del film, il rapporto con Piccolo si rivela ancora una volta cruciale. Il maestro, vedendo la riluttanza di Gohan nel riprendere l’allenamento, decide di provocarlo per risvegliare la sua forza. Il combattimento contro i nuovi androidi Gamma 1 e Gamma 2 e, successivamente, contro Cell Max porta Gohan a raggiungere un nuovo stadio di potenza: la trasformazione in Beast Gohan. Questa forma rappresenta l’apice del suo potenziale latente, caratterizzata da un aspetto selvaggio e da un potere inimmaginabile.
Ciò che rende questa evoluzione significativa è la sua origine: ancora una volta, Gohan attinge al suo massimo potenziale quando qualcuno a lui caro è in pericolo. La sua rabbia e il suo desiderio di proteggere gli altri lo portano a trascendere i suoi limiti, mostrando che, nonostante il suo desiderio di pace, il guerriero dentro di lui non è mai scomparso del tutto. La vittoria su Cell Max non è solo una dimostrazione della sua forza, ma anche della sua maturazione: Gohan non combatte più con esitazione o riluttanza, ma con consapevolezza e determinazione.
In Dragon Ball GT, Gohan viene relegato a un ruolo secondario. Nonostante abbia ancora un grande potenziale, la narrazione lo esclude dalla maggior parte degli scontri più importanti, facendolo apparire più vicino alla sua versione accademica che a quella di guerriero. Questo cambio di direzione non viene mai approfondito in modo significativo, il che ha portato molti fan a considerare la sua presenza nella serie marginale rispetto agli altri Saiyan.
In Super Dragon Ball Heroes, Gohan riceve un trattamento più favorevole, con momenti in cui può brillare in battaglia. Qui lo vediamo ottenere trasformazioni esclusive e combattere al fianco dei guerrieri più forti del multiverso. Questa versione di Gohan è più vicina al suo sé ideale: un guerriero capace di affrontare la battaglia quando necessario, senza abbandonare completamente la sua natura pacifica.
Alla fine, il percorso di Gohan non è quello di un semplice combattente, ma di un uomo che ha sempre cercato un equilibrio tra la sua indole pacifica e il dovere di proteggere chi ama. È questa complessità a renderlo uno dei personaggi più affascinanti e realistici dell’intera saga di Dragon Ball.






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